Oggi mi è capitato di vedere delle foto scattate ai propri clienti e poi obbrobriosamente fotoritoccate da quello che dev'essere il comune minimo denominatore fra i parrucchieri della Bassa Bresciana. Tralasciando i raccapriccianti particolari (ovvero le foto stesse che evito di riprodurre), la cosa che mi ha stupito è come alcune delle ragazze ritratte risultassero essere carine nonostante pettinature scadenti e fotoscioppate allucinanti. E questo mi ha in qualche modo ricordato l'evoluzione del pene maschile.
OK, lasciatemi elaborare un attimo.
Forse non tutti sanno che il pene degli antenati dell'uomo era, come quello di moltissimi altri animali, dotato di un osso che ne aiutava l'erezione. La domanda che un evoluzionista darwiniano si pone è: perché ciò che sembra un evidente vantaggio per l'accoppiamento è andato sparendo nel processo evolutivo? Un'ipotesi è che il risparmio nella mancata creazione dell'osso abbia costituito un vantaggio in termini economici per l'organismo (non dovendo creare quell'osso, l'uomo ha avuto più risorse per, chennesò, avere gambe più lunghe). Sicuramente, ma l'evenienza di una mancata erezione all'uopo è probabilmente uno svantaggio maggiore. Quella che invece mi sembra una teoria più accreditata è quella dell'handicap autoinflitto per dimostrare la propria superiorità. È una teoria anche usata per spiegare, fra le altre cose, la coda del pavone: una coda così grande e appariscente che pone sicuramente un problema quando il pavone deve fuggire da un predatore. Ma proprio per questo, quando presa nel contesto della guerra dei sessi, la femmina tende ad apprezzare il pavone maschio che sopravvive nonostante l'handicap di una coda immensa. Così la stessa teoria suppone che la scomparsa dell'osso del pene sia dovuta a un effetto del tipo: "Guarda qua, mantengo un'erezione senza osso" provocando da un lato un certo stupore per il "trucco" da prestigiatore e dall'altro un sano apprezzamento per lo stato di salute dell'uomo "erectus" (indicando se non altro che polmoni e cuore sono evidentemente a posto).
Ecco, per tornare alla nostra argomentazione iniziale, penso che le ragazze che si sottopongono alle acconciature del tal parrucchiere lo facciano per autoinfliggersi un handicap e poter poi dire al proprio ragazzo "Guarda, sono andata a farmi pettinare da tizio e sono ancora carina. Ergo, lo sarò altrettanto, anzi di più, pure senza trucco e al risveglio dopo una notte a base di bagna càuda e mancanza di dentifricio."
Mi sembra che come teoria non faccia una piega.
Bonus: dialogo bresciano.
Sota i portek de Iurs.
Shcét: "Osti, gala ki söl kó kela shcéta lé..."
Gnaro: "Fa sito. L'ò ïsta ke la iñìa föra da kel barber là..."
Shcét: "A pota alura l'è en bel tok de üha ïstes..."