31 dicembre 2008

Cosa farò oggi... Sono rimasto qui solo nella mia baita di montagna: fa un freddo cane e funghi da raccogliere non ce ne sono ... Non viene a trovarmi mai nessuno... Che tristezza...

2 dicembre 2008

21 novembre 2008

Riki legge un libro.
(Scattata appoggiando il vecchio Zuiko 50mm f/1.8 di mio padre di fronte alla Nikon D200 e andando avanti e indietro per mettere a fuoco.)

20 novembre 2008

11 novembre 2008

Riki con il nonno quando aveva un mesetto circa.
(Mamiya 6 automat su Velvia 50)

9 novembre 2008

12 ottobre 2008

Gödel, Escher, Bach, l'avevo letto per un buon 85% quando l'ho comprato da Amazon in America nel 2003. All'epoca m'era piaciuto non poco, ma non ricordavo perché l'avevo interrotto sul finale. Non avendo niente di nuovo da leggere, ho deciso di ricominciarlo da capo e questa volta non ho superato la pesantissima introduzione. Non fraintendetemi: GEB è un ottimo libro, ma va bene per quando si hanno vent'anni. Adesso non mi va proprio di leggere un libro così prolisso: il nocciolo di GEB, gli "strange loops", è un argomento molto interessante, ma se Hofstadter l'avesse affrontato in un terzo delle pagine non avrebbe fatto male a nessuno. E i raccontini propedeutici di Achille e la tartaruga mi mettevano angoscia già 5 anni fa come la parte più noiosa del libro, adesso, superati i trent'anni, non me ne può proprio frega' de meno. Addio GEB: proverò a riaprirti fra un lustro, chissà se mi sarà tornata la voglia...

Riki estremamente da vicino.

11 ottobre 2008

Dopo aver ascoltato Symbolic dei Death per l'n-esima volta, sono giunto alla conclusione che questo dev'essere il più bell'album degli anni '90. Un album assolutamente completo: non un pezzo debole, alcuni capolavori; tecnicamente perfetto senza essere tronfio; testi intelligenti e arrangiamenti moderni senza dimenticare la tradizione metal; violento, ma con melodie orecchiabili ed interessanti; registrato e mixato ottimamente; Gene Hoglan. Fantastico.

Tramonto rosa shocking a Tokyo.
(Mi sarebbe piaciuto fare una foto anche con la mia Mamiya e Fuji Velvia 50, ma non ho avuto tempo di tirarla fuori che i colori se n'erano già andati. Per approfondire, vedasi questo articolo di Ken Rockwell. [In sintesi, un medio-grande formato può anche aver più risoluzione, ma è inutile se ti fa perdere l'attimo di scattare la foto.])

10 ottobre 2008

Nonostante Facebook mi abbia sempre fatto vomitare per una serie di ragioni (come quelle elencate da Simmessa che condivido appieno), ultimamente ne sono diventato un avido utilizzatore. Un po' perché non c'avevo niente da fare, un po' perché, siccome ce l'ha un fottio di gente (cani e porci verrebbe da dire), vi ho ritrovato vecchi amici e conoscenze che non sentivo da molto tempo. Ed è stato piacevole riagganciare qualche contatto: un manipolo di persone a cui non avevo mai parlato molto s'è rivelato più valido del previsto. Ma la maggior parte di questi che non sentivo da tempo, ora so perché non li avevo più sentiti! Perché erano dei grandissimi pezzi di merda, ecco perché. Fa piacere sapere che certe persone le si è lasciate perdere per una ragione e che questa ragione era valida. Un hurrà per Facebook.
È ricominciato South Park e, nel divertente primo episodio di questa seconda parte di stagione, Matt Stone e Trey Parker affrontano due temi di cui avevo già parlato in questo blog: la manifestazione inaugurale delle olimpiadi cinesi e lo stupro di Indiana Jones da parte di Spielberg e Lucas.

8 ottobre 2008

1 ottobre 2008


Vedere i Judas Priest al Budokan è vedere un pezzo di storia; è di quasi trent'anni fa il fondamentale "Unleashed In The East": stessa band, stesso posto. Non ero mai stato al Budokan, ma è veramente un palazzetto, scusate l'aggettivo inflazionato, mitico. Dall'uscita della stazione al Budokan non c'è un cartello che lo indichi o una luce per strada. La strada d'accesso sembra quella ad un tempio buddista. Dentro poi è davvero l'ideale per la musica: essendo un'arena per la lotta (judo, kendo, ecc.) ha una forma ottagonale, non è troppo grossa (mi sa che si vede bene da qualsiasi posizione, anche se io ero in prima fila sulla seconda gradinata) e, probabilmente per puro caso, ha un'ottima acustica per la musica amplificata (mai sentito meglio a un concerto). Purtroppo i posti sono tutti numerati e così un concerto metal perde un po' dell'atmosfera giusta. A vedere i Judas comunque c'era un pubblico molto più variegato che la settimana scorsa per il Thrash Domination, inclusi un sacco di uomini in camicia bianca appena usciti dal lavoro e alcune signore (!!!) anch'esse con indosso il vestito da ufficio.
I Judas salgono sul palco alle 19:05 e propongono tale e quale la set list che hanno fatto durante l'estate: ci sono tutti i classici, l'unico che manca all'appello è Exciter (la mia preferita). A mio giudizio i pezzi migliori sono quelli del periodo che arriva fino a Screaming For Vengeance e poi quelli da Painkiller.
Il 90% delle cover band metal ha in scaletta Breaking the Law, ma vederla fatta dai Priest al Budokan, beh, è un'altra cosa. Electric Eye e Painkiller sono forse il top, insieme a Hell Bent for Leather, dove il rombo dell'Harley di Halford fa rintronare il Budokan prima che appaia dal varco sotto alla batteria. A proposito, Rob Halford non manca una nota, grandissima performance sua e di tutta la band: come già detto il suono era ottimo e s'è sentita ogni nota di chitarra suonata.
Una menzione particolare va però alla batteria: Scott Travis è "il" batterista metal per eccellenza e la sua batteria lunedì sera suonava veramente da Dio. E confermo la mia preferenza per i piatti Paiste: non ricordavo che marca di piatti suonasse Scott Travis, ma sono venuto via dal Budokan sicuro che i suoi fossero Paiste e infatti era così. C'è chi dice che i crash Paiste abbiano un suono meno pieno di quelli di altre marche: stronzate, per me è esattamente l'opposto.
Sul finale, dopo i cori di The Green Manalishi, Rob fa cantare tutto il Budokan per 5 minuti a base di "Yeah-yeah-yo" e poi è il turno di You've Got Another Thing Coming per concludere il concerto. Grandi Judas Priest, grande Budokan. E poi via tutti di corsa a prendere la metro.

25 settembre 2008


Ragazzina giapponese suona "Carry On Wayward Son" dei Kansas con l'organetto. Nell'introduzione la speaker dice come sia una delle canzoni preferite di mamma e papà. Vedere per credere. (Dal blog, forse abbandonato, del cantante dei notevolissimi Bigelf.)

21 settembre 2008


Thrash Domination '08: io c'ero.

Finalmente il mio primo concerto metal in Giappone. In realtà non so nemmeno quanti anni erano che non andavo a un vero concerto heavy metal... 10 anni? Comunque me la sono cavata abbastanza bene. L'inizio del concerto era alle 4, così sono partito alle 2:30 per attraversare Tokyo e andare a Kawasaki (brum brum) con indosso la mia fida maglietta di Trogdor. Arrivo là, c'è della gente in coda, o forse no... C'è un tizio con un cartello con dei numeri e gente che bazzica lì in giro... Allora chiedo a un tipo dello staff: praticamente, nonostante i posti fossero tutti in piedi, c'erano gli ingressi scaglionati e chi aveva comprato il biglietto prima, entrava prima. E io avevo il biglietto 23! A saperlo prima. O forse anche no, perché all'interno il pit era diviso dal resto della platea da una sbarra, così, dopo i Forbidden, mi sono riuscito a piazzare subito lì dietro e mi sono goduto il concerto da abbastanza vicino, ma senza la pressione dei giovani poganti (a parte un paio di pirla all'inizio dei Testament ma che poi si sono calmati).
I Forbidden hanno suonato bene e hanno suonato tanto. Peccato che abbiano delle pessime canzoni. Però tutto sommato non mi sono dispiaciuti.
I Voivod sono stati veramente grandiosi: hanno seguito più o meno la seguente scaletta che avevo trovato online
01. Voivod
02. The Prow
03. Tornado
04. Ravenous Medicine
05. The Unknown Knows
06. Brainscan
07. Tribal Conviction
08. Astonomy Domine
ma hanno riordinato i pezzi e aggiunto Panorama e un'altra che non conoscevo (forse da uno dei primi due album). Snake, con quegli occhi da pazzo, è stato bravissimo e ha interagito ottimamente con il pubblico. "Tornado" è diventata "Tatsumaki" (竜巻) per Tokyo e il pogo s'è fatto un vortice. Tutta la band non ha mai perso un colpo e alla fine c'è stata l'emozionantissima "Astronomy Domine" dedicata a Piggy che ha sempre voluto venire a suonare in Giappone, ma che purtroppo non c'è l'ha fatta (R.I.P.).
Dai Testament mi aspettavo un concertone, ma non sono stati all'altezza. Hanno iniziato in ritardo, hanno fatto un po' le fighette e hanno finito il set senza suonare "Alone in the dark" (c'hanno annoiati con "The Legacy" in compenso) e lasciando il pubblico un po' così. Poi sarà stato il jetlag o chi, ma Paul Bostaph ha incredibilmente cappellato durante "Henchmen Ride" ed è passato dalla prima strofa all'assolo saltando la seconda strofa a piè pari e lasciando di stucco i compagni. Bravo Skolnick con il suo Les Paul, ma ha dovuto stiracchiare un sorriso veramente forzato sui pezzi di "The Gathering" (che cmq riescono bene alla band). Chuck Billy poi l'ha menata un po' troppo con "Mi raccomando, comprate il nuovo album, disponibile all'uscita...", manco fossero una band che deve vendere il demo.
È stata tutto sommato una buona esperienza. Ottimo il pubblico giappo (a parte le due teste di cazzo di cui sopra): competente, rispettoso (quando una ragazza ha preso un cedro in ghigna nel pogo, si sono fermati tutti nell'arco di cinque metri) e soprattutto all'altezza (fisica) del sottoscritto.

Aggiornamento 22/9/2009: i Voivod hanno suonato più di quanto pensassi e infatti mi sembrava ci fossero dei pezzi in più. Ecco la (grandiosa) scaletta completa che una ragazza ha postato su last.fm (non ho capito benissimo, ma mi sembra che anche lei abbia preferito i Voivod).
01. Voivod
02. The Prow
03. The Unknown Knows
04. Ravenous Medicine
05. Overreaction
06. Tribal Conviction
07. Tornado
08. Panorama 
09. NuclearWar 
10. Brainscan
11. Nothingface
12. Astonomy Domine

Felice e fuori fuoco.

18 settembre 2008


Death Magnetic, il nuovo album dei Metallica, non delude. È un album al livello di "Master" o di "And Justice"? Forse no, ma regge il confronto. Per esempio, il duo di canzoni iniziali "That Was Just Your Life" e "The End of the Line" forse non vale l'accoppiata "Blackened"/"And Justice for All", ma è lì. Soprattutto l'assolo e il crescendo verso il finale di "The End of the Line" ("The slave becomes the master") è assolutamente esaltante. La cura Rick Rubin si sente e come, soprattutto su un gran pezzo come "All Nightmare Long" dove i Metallica riescono ad assomigliare a tratti agli Slayer, in altri ai System of the Down, ma sempre rimanendo loro stessi. I pezzi più deboli si rivelano quelli più lenti ovvero "The Day That Never Comes" e "The Unforgiven III". Entrambi hanno melodie orecchiabili, ma poco più. "The Day That Never Comes" ha il grosso problema di voler essere la "One" del ventunesimo secolo, ma come "One" ce n'è una sola. Specialmente la coda strumentale di TDTNC appare forzata e i collegamenti fra i riff arbitrari, mentre "One" è una catena dove ogni riff chiama il successivo e ogni scelta d'arrangiamento è azzeccata. In "The Unforgiven III" poi la voce di James suona come quella di Weird Al Jankovic e non sto scherzando. Provate a fare caso quando canta le prime strofe, specialmente il verso "With his careless dreaming?": Weird Al non avrà bisogno di farne la parodia, è già pronta.
Insomma, Death Magnetic è l'album che doveva essere, non è perfetto, ma è una grande ritorno dei Four Horsemen dopo 20 anni. Un ritorno che secondo me passa molto attraverso il cambiamento d'atteggiamento dei ragazzi che ora non vogliono più essere la più grande band del mondo, ma si accontentano di essere la più grande band heavy metal del mondo. Vedasi per esempio Lars e il suo rapporto con Ross Halfin: i migliori amici non si parlavano più assieme da dieci anni, ora sono tornati come fratelli. Oppure il rapporto di Lars (sempre lui) e il pubblico. Nel 2001 faceva chiudere Napster (per cui lo attendono ancora le fiamme dell'inferno). Adesso non se l'è nemmeno presa perché l'album è trafugato una decina di giorni prima della data stabilita.
Concludo con un paio di note sul mixaggio/masterizzazione. Il mixaggio è ottimo, ma ci vorrebbe un po' più di Robert Trujillo. La masterizzazione è quel tantino troppo estrema, anche se non ai livelli di "Californication". La minima compressione dell'audio lo rende abbastanza disgustoso nei momenti di fortissimo, poiché una grande quantità di suono (doppia cassa a manetta, china, vari chitarroni superdistorti e "fuck yeah" James) si trova ristretta in un angolino senza un bit di comfort. A tal proposito mi piacerebbe ascoltare un rip del vinile...

Aggiornamento 21/9/2008: posso confermare che, mentre il rip del vinile ha gli stessi difetti del master su CD, il rip da Guitar Hero 3 suona molto meglio e lo consiglio rispetto a ogni altro media disponibile al momento.

8 settembre 2008

La sciagura dell'Alitalia s'è man mano trascinata in tragedia fin da quando l'Airfrance ha abbandonato il tavolo delle trattative la scorsa primavera a causa di una manovra combinata sindacati/Berlusconi. Da allora ho perso di vista quel che stava succedendo. In effetti tutto è sembrato bloccato, visto che i figli di Berlusconi non s'erano fatti vedere e la cordata tardava ad arrivare. Poi ho iniziato a leggere qualche titolo su "Il sole 24 ore" (nota testata comunista) che parlava di una divisione in "bad company" e "good company" e la puzza di marcio ha iniziato a riaffiorare prepotentemente. Ad avallare i miei sospetti l'intervento di Marco Travaglio di lunedì che fa un bel riepilogo della situazione. Ovviamente sappiamo tutti come Marco Travaglio non sia un giornalista attendibile. Infatti oggi gli fa subito eco un altro editoriale bolscevico a firma Gianni Dragoni ancora su "Il sole 24 ore" che dice esattamente le stesse cose di Travaglio.
Nel frattempo Berlusconi è stato condannato a pagare le spese processuali della causa per diffamazione che aveva intentato al periodico filomarxista d'oltre Manica, il famigerato Economist, per un articolo del 2001 apparso nell'edizione con la copertina "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy". Consiglio di sfogliare la sentenza integrale per vedere a quale infimo livello di corruzione morale è giunto il giudice. Dove si andrà a finire se non si mettono dei paletti a questa benedetta libertà di stampa?