20 giugno 2008


Il weekend scorso siamo andati a vedere l'ultimo Indiana Jones. La cosa incredibile è che ci abbiano messo 15 anni a cercare la sceneggiatura e alla fine ne hanno usata una che non funziona. In 15 anni giuro che ne scrivevo una migliore. Ma anche 100 scimmie ne avrebbero scritta una migliore. Comunque mentre mi docciavo ieri sera ho deciso di categorizzare i film di Spielberg ed ecco quel che mi è venuto.

- Capolavori: Incontri ravvicinati del terzo tipo, Schindler's list

- Grandi film che utilizzano appieno il medium cinematografico: E.T., Duel, Lo squalo, Indiana Jones 1 e 3.

- Ottimi film ma atipici per Spielberg: L'impero del sole, Catch me if you can (mi sa che Spielberg non doveva dirigere nessuno dei due)

- Giocattoloni ben riusciti: Indiana Jones 2, Jurassic Park, Minority Report

- Giocattoloni mediocri: Salvate il soldato Ryan, il secondo Jurassic Park, l'ultimo Indiana Jones, Hook

(In realtà Jurassic Park e Lo squalo sono un po' più scarsi della categoria in cui sono, ma li ho piazzati lì per il loro valore "storico".)

Mi restano fuori Il colore viola, 1941 e Always che sinceramente non mi ricordo (i primi due forse buoni, Always mi sembrava un po' una stronzata però); e gli altri che non ho mai visto (di cui l'unico che vorrei vedere è The Terminal).

15 giugno 2008


Ma perché Donadoni si veste così? Non è che le tristi prestazioni e la sfiga (o meglio mancanza di culo sacchiano/lippiano) dell'Italia non siano da imputare semplicemente al look del mister? Vorrei ricordare che tale abbigliamento, prima di essere quello della maggior parte dei personaggi di Tarantino e prima ancora di essere diventato famoso grazie a Jake & Elwood Blues, è il tipico abbigliamento americano da funerale.



Young man says you are what you eat - eat well.
Old man says you are what you wear - wear well.



from "Dancing with the Monlit Knight" by Genesis

PS: non mi funziona decentemente il tag <blockquote> e non capisco perché...

13 giugno 2008


Leggetevi quest'ultimo episodio (ATTENZIONE: contiene immagini di nudità LEGO®) di The Brick Testament (La bibbia a mattoncini) se volete sapere perché Re Salomone era considerato l'uomo più saggio del suo tempo. No, non era per la storia del neonato da segare in due.

9 giugno 2008

Ho visto parte della partita Oman-Giappone valevole per la qualificazione ai prossimi mondiali di calcio (per la cronaca finita 1-1 con gran goal dell'Oman e pareggio su rigore inesistente del Giappone). Ad un certo punto Yoshito Okubo, attaccante nipponico, finisce a terra vicino al portiere avversario, senza che vi sia stato alcun significativo contatto precedente. Ed ecco che Okubo prima dà un calcio incondizionato e volontarissimo da sdraiato al portiere dell'Oman e poi, quando il portiere si alza da terra, finge di essere stato colpito allo stomaco e fa la faccia dolorante. Ma vai affanculo! Robe che neanche in Italia... Fortuna che la terna arbitrale ha notato la brutta recita del giappo e l'ha spedito fuori con un'adeguata cartulina roja. Bello spirito da samurai Okubo, complimentoni: sei la vergona del Giappone.

5 giugno 2008

"Nomen omen", il nome è un presagio, dicevano i latini. Ovviamente, come tutti i detti, viene evocato solamente quando c'azzecca con il caso in questione (per esempio per Berlusconi). Sembra comunque che il non-ancora-nato Oyama Riki (a.k.a. Riki Motta) sia già al lavoro per dare nuova fondatezza al proverbio latino: Riki pesa già quanto dovrebbe pesare fra tre settimane e scalcia e manda onde sismische grado 7 della scala Richter su e giù per la pancia della mamma. Ed infatti il nome di Riki scritto in kanji appare così: 大山力 che significa "la forza della grande montagna". Come inizio non c'è male, speriamo di non ritrovarci un lottatore di sumo in casa.

PS: in realtà un figlio lottatore di sumo non mi dispiacerebbe neanche, non fosse per il clima militare e il nonnismo presenti in una scuola di sumo.

4 giugno 2008

Ho finito oggi di leggere "I fratelli Karamazov". Gran capolavoro, anche se in alcune parti si dilunga un po' troppo su personaggi marginali; ma questo è probabilmente un vizio causato per lo più dall'incompletezza dell'opera (i Karamazov doveva essere la prima parte di una saga).

I temi trattati sono tantissimi, molto importanti e profondi. Ce n'è uno sul quale mi vorrei però soffermare e del quale ho trovato scarsi indizi in rete: Smerdjakov è totalmente gay! Alcuni commentatori parlano di complesso di Edipo, piuttosto che di impotenza; ma no!, Smerdjakov è gay al 100%, oltre che epilettico, bastardo, ateo, etc. La sua omosessualità per me è evidente quando parla con Ivan prima della sua partenza per Mosca. Ivan vorrebbe incazzarsi tantissimo con Smerdjakov, ma non ce la fa perché viene messo in imbarazzo dall'atteggiamento di Smerdjakov. -SPOILER- E poi Smerdjakov ammazza Fedor Pavlovic veramente solo per dimostrare che in un mondo senza dio tutto è concesso? Per seguire la tesi di Ivan? Non credo. Secondo me ammazza per amore, perché vuole fare ciò che Ivan desidera: eliminare il padre e mettere in prigione il fratello Dmitri, così che l'eredità sia da spartire solo fra lui e Alesa. Certo, la cosa è ancora più complessa in quanto Smerdjakov è un personaggio a doppio taglio (proprio come la psicologia evocata prima dal pubblico ministero e poi rivoltata dall'avvocato difensore): non si sa mai se intende quello che dice oppure lo dice perché vuol dire l'opposto. Cioè, non è che magari uccide il vecchio non perché ama Ivan ma perché lo odia in quanto lui, Ivan, è il fratello legittimo ed intelligente, mentre Smerdi (per gli amici) è altrettanto figlio ma illegittimo, insignificante e destinato ad essere un lacchè per tutta la vita? -END OF SPOILER-

Ma basta parlare di Smerdjakov; i Karamazov è un gran libro, ma ci poteva stare in un tomo e mezzo invece che due. Insomma, è un po' il White Album di Dostoevskij.

3 giugno 2008


In vita ho peccato diverse volte di supponenza. Eh, forse l'abbiamo fatto tutti. Ma una delle cose che mi dà più fastidio è ascoltare dischi stupendi come "Holy Diver" di Dio e pensare che un tempo lo snobbavo perché "parlerà solo di draghi e nani"; e la mia opinione era solo per sentito dire, non l'avevo mai ascoltato davvero. E lo stesso si dica per quando denigravo l'uso di tastiere, senza neanche ben capire cosa fossero (infatti uno dei miei album preferiti era "Seventh son of a seventh son", forse l'album più tastieroso degli Iron Maiden). Così ho sempre pensato che Dio facesse cagare. Fortunatamente il mio razzismo musicale s'è molto rarefatto con il tempo ed oggi mi posso emozionare con "Don't talk to strangers" e con "Epic" dei Faith No More nello stesso giorno senza dover stare lì a pensare quale sia migliore o più progressiva. A volte invecchiare fa bene.