31 luglio 2008
29 luglio 2008
La polizia e i militari hanno missioni fondamentalmente diverse. La polizia protegge i cittadini. I militari attaccano il nemico. Quando si inizia a dare poteri di polizia ai militari, i cittadini iniziano a sembrare il nemico.

Poche ore fa, con mio figlio in braccio per la prima volta, un po' impacciato sul da farsi, ho incominciato a raccontargli un po' delle mie filosofie di vita, se così si possono chiamare. E poi sono stato preso dalla voglia di cantargli una canzoncina: la prima melodia mai udita da mio figlio! Oh, l'unica canzone a cui sono riuscito e pensare è stata "Intro/Death Ripper" dei Municipal Waste e così gli ho canticchiato quella: se non diventa un metallaro Riki...
23 luglio 2008
21 luglio 2008

Sabato abbiamo visto "Gake no ue no Ponyo" (Ponyo sul promontorio), il nuovo film di Hayao Miyazaki. Mi è piaciuto veramente molto. Miyazaki torna ad un film accessibile anche dai più piccoli, tipo Totoro per intenderci, ma non per questo meno bello delle sue ultime opere. Anzi, ritengo Totoro forse il più bel film di Miyazaki e Ponyo è allo stesso livello. Ponyo da un lato paga il fatto di venire appunto dopo Totoro, ma d'altro canto fa tesoro di ciò che Miyazaki ha imparato nel frattempo (SPOILER: Ponyo = (Mei + Totoro) * Sofi). I disegni a pastello sono i più belli mai visti. Miyazaki abbandona completamente la grafica computerizzata (vista poco poco e peraltro sempre efficacemente in Howl), ma riesce a realizzare le sequenze più "animate" che io abbia mai visto (la prima scena è qualcosa di mai visto prima). Chi potrebbe criticare Ponyo potrebbe farlo sulla base della sceneggiatura (come sembra abbia fatto Mamoru Oshii), ma quella di Ponyo, come già quella di Totoro, è una sceneggiatura che definirei "zen". Non segue le regole tradizionali di una buona sceneggiatura e non c'è un vero antagonista che crei tensione, quindi è forse questo che può spiazzare inizialmente. Miyazaki va contro le regole anche quando inserisce un paio di scene sullo stile di quella della scalinata di Howl: troppo lunghe rispetto al normale diventano una lievemente angosciante e l'altra abbastanza imbarazzante, ma entrambi sono geniali ed efficaci. Un'altra scena e un altro riferimento al passato: avete presente l'inseguimento di "Lupin III - Il castello di Cagliostro" (che mi sembra sia citato da Spielberg come il più bel inseguimento d'auto di tutti i tempi e a cui si è ispirato nel suo ultimo Indiana Jones)? In Ponyo, Miyazaki prende quell'inseguimento e ci aggiunge le forze della natura e una cavalcata delle valchirie riarrangiata dal fido Joe Hisaishi (grandissimo, la canzone della sigla di coda è azzeccatissima) per realizzare una fenomenale scena cardine del film. Ma la cosa migliore di Ponyo è che la fantasia non ha freni: mentre lo guardavo avevo quella sensazione di "Ma questo si può fare?" che è la cosa che più mi ha fatto avvicinare alla cultura giapponese nel corso della mia vita (dovrei scrivere qualcosa a riguardo un giorno). Ponyo mi ha fatto ridere e piangere senza soluzione di continuità e non vedo l'ora che esca in DVD per vederlo di nuovo.

Ho aggiornato la pagina delle foto sul mio sito con un mix primavera 2008. Ci sono le foto del matrimonio di Hanako (scattate in bianco e nero con la mia Bessa R e il fido Nikkor HC 50mm f2 con un filtro giallo Petri un po' scrostato), quelle dei ciliegi in fiore al canale qui vicino (Nikon D200), le foto da Hiroshima (Nikon D200 eccetto quella sopra che è l'unica foto che ho scattato con la Mamiya 6 e un filtro arancio) e un altro po' di varie scattate in giro per Tokyo (quella del seggiolino della Toto catturata addirittura con la mitica OM-1 di mio padre), incluso uno strano esperimento opera del caso e del malfunzionamento della mia Mamiya 6 automat.
18 luglio 2008

Ultimamente sono stato contagiato dal virus di Guitar Hero e così mi diverto un po' ad atteggiarmi a rock star nel salotto di casa. E siccome uscirà prossimamente una nuova puntata del gioco in questione (e questa volta con dei tool per creare musica che non sembrano niente male) ho deciso di scrivere anch'io una piccola wishlist di canzoni. La maggior parte di queste sono possibili (qualcuna addirittura probabile), mentre altre decisamente impossibili (Fucking Hostile, per esempio, a causa del testo). Nella scelta mi sono limitato ad una canzone per band, ma ovviamente certe band meriterebbero molto di più. Una soluzione facile per risolvere la questione ci sarebbe: comprarmi una chitarra così suono quello che voglio. Ma mi girano le balle che io una chitarra ce l'ho, ma è in Italia e non ho ancora trovato il modo di portarmela qui.
Manowar - Army of the Immortals
My Dying Bride - Two Winters Only
Carcass - Heartwork
Iron Maiden - Hallowed Be Thy Name
Alice in Chains - Angry Chair
The Beatles - She Said She Said
Municipal Waste - Terror Shark
Dethklok - Awaken
The Smiths - This Charming Man
Dio - Stand Up and Shout
Rainbow - Stargazer
Black Sabbath - Symptom of the Universe
Warlord - Mrs. Victoria
Scorpions - The Sails of Charon
Testament - Trial by Fire
Faith No More - Caffeine
AC/DC - For Those About to Rock
Nirvana - Milk It
Pantera - Fucking Hostile
Beatallica - We Can Hit the Lightz
The Cardigans - Give Me Your Eyes
The Cure - Just Like Heaven
Therapy? - Screamanger
Joy Division - Love will Tear Us Apart
Infectious Grooves - Violent & Funky
Genesis - Watcher of the Skies
Candlemass - Solitude
Cradle of Filth - The Forest Whispers My Name
Madonna - Material Girl
Primus - Kalamazoo
Styx - Come Sail Away
Watchtower - Dangerous Toy
Strange Color Blue - Madrugada
Death - 1,000 Eyes
Teenage Kicks - The Undertones
No Surprises - Radiohead
Bruce Springsteen - Born to Run
Aggiornato alle 18:35, ora giapponese: aggiunte 4 canzoni e cambiata quella dei Testament.
Aggiornato alle 21:05, ora giapponese: dimenticavo il Boss!
12 luglio 2008
Il problema dei "pianisti" in parlamento è veramente una di quelle cose che ti fa vergognare della tua nazione. Per prima cosa: se uno viene scoperto a votare per due persone, c'è una soluzione efficacissima. A casa, subito. E poi processo penale. Se votassi per due persone alle elezioni, non sarebbe forse uno dei reati più gravi che si possano fare? Perché se lo fa un cittadino normale si prova giustamente dello sdegno, ma se lo fa un "onorevole" lo si condona come se niente fosse?
Adesso sembra che si vogliano prendere delle contromisure preventive a questo fenomeno. L'idea proposta da Fini non era del tutto stupida: due mani per un voto, come apparentemente succede anche all'ONU. Ma, chissà perché, sembra che l'idea si sia tramutata subito in un'altra, come riportato da Pino Corrias sul blog Voglio Scendere: usare un sistema di identificazione delle impronte digitali. Evidentemente usare due mani avrebbe imbarazzato i deputati che si sarebbero dovuti muovere sgraziatamente per poter votare. La verità è però che quella delle impronte digitali è un'idea bacata su più fronti. Primo, quello economico: 400.ooo euro. Come se non ci fosse un modo migliore per spenderli. Secondo, e più importante, è un sistema che non funziona (ma forse è proprio per questo che è piaciuto a chi lo vuole implementare). La protezione con le impronte digitali, può funzionare se non si ha accesso al dito di chi deve essere identificato. In questo caso invece è proprio il possessore del dito a desiderare che un suo inferiore sia in grado di votare per lui consentendogli l'agio di mangiarsi un altro gelato alla bouvette. E una rapida ricerca in internet per "hacking fingerprint scanner" dà diversi risultati promettenti. Per esempio, questo video dei Mythbusters che devastano un sistema di identificazione delle impronte digitali in tre modi diversi. Due volte con della specie di silicone (metodo già visto nel film Gattaca) e una volta addirittura leccando una fotocopia dell'impronta digitale, un metodo decisamente alla portata delle "menti" che siedono in parlamento.
10 luglio 2008
Dal blog di Bruce Schneier un "video" (in realtà è solo l'audio) di George Carlin (scomparso recentemente) registrato prima dell'11 settembre e che contiene la summa del pensiero dello stesso Schneier, ma messa in satira. Esilarante e serissimo allo stesso tempo, come solo la ottima satira sa essere.








