(qui la versione in inglese del clip da "Annie Hall")
Proprio come in "Io e Annie" di Woody Allen, sembra che il messaggio di Marshall McLuhan sia ancora lungi dall'essere compreso. Ultima in ordine di tempo a fraintenderlo (o semplicemente a citarlo alla cazzo) è la corrispondente del Corriere Alessandra Farkas e autrice di un pezzo sulle recensioni di Ron Charles. Cito dall'articolo:
Prima di tutto sarebbe interessante capire cosa la Farkas intenda con il verbo "ridefinire"; vuol forse dire che i video di Ron Charles cambiano il significato dell'analisi di McLuhan? O che lo confermano un'altra volta? Comunque sia, la Farkas prosegue attribuendo a Ron Charles l'utilizzo di tecniche che fanno il verso alla cultura di Twitter e Facebook. E qua si capisce che la Farkas non ha capito un fico secco.
La frase di McLuhan, "Il medium è il messaggio" sta a significare che ogni medium ha delle sue caratteristiche intrinsiche che comunicano qualcosa indipendentemente dal contenuto scelto per il messaggio trasmesso dal medium. Quindi anche se Charles mutuasse delle modalità d'espressione da un altro medium (Twitter) per esprimersi tramite i video online, non starebbe e non potrebbe modificare il messaggio insito nel medium da lui scelto per le sue recensioni bibliografiche. Starebbe semplicemente veicolando un medium attraverso un altro, così come si può mandare un film in televisione o si può fare un film da una pièce teatrale e così via. Ovviamente così facendo non si sfruttano però le caratteristiche del medium prescelto (un film visto alla tele è diverso da un film visto al cinema. Vedasi la controprova dei film flop al botteghino ma cult in video).
A un livello più basso, la Farkas sbaglia poi anche ad attribuire a Charles l'uso di tecniche indirizzate al pubblico di Twitter e Facebook. Se così fosse, per esempio, i suoi video durerebbero molto di meno dei circa quattro minuti che durano in media; seguendo il dogma della brevità dei 140 caratteri di Twitter, i video dovrebbe durare massimo un minuto e mezzo. Brevità che per altro è regina su YouTube anche senza scomodare gli altri social network, visto il contenitore multitasking che non aiuta la concentrazione.
Infine, nonostante l'approsimatività dell'articolo del Corriere, le videorecensioni di Ron Charles sono ironiche, divertenti e ben fatte.

Nessun commento:
Posta un commento